HEAT: LA RIUSCITA DELLA FECONDAZIONE

L’attività zootecnica intesa come produzione di latte o di carne, basa il suo successo per evidenti ed ovvi motivi sulla fecondazione delle femmine delle specie interessate ( bovini, suini, caprini, ovini, equini ecc. ) e della portata a termine della loro gestazione.

La fecondazione avviene quando lo spermatozoo riesce ad incontrare l’ovulo, a penetrarlo ed ad annidarsi sulla parete dell’utero.

Per un buon successo dell’evento, è determinante il momento della fecondazione, culmine di tutto un processo endocrinologico regolato da meccanismi di feed-back.

Cio’ significa che un determinato ormone è prodotto solamente quando un altro ha raggiunto una determinata concentrazione e viceversa.

Varie ghiandole e sistemi nervosi sono interessati al meccanismo della maturazione ( ovulazione ) di un ovulo da far incontrare con lo spermatozoo. Tra queste, l’ipotalamo, l’ipofisi e le gonadi femminili con la produzione di differenti ormoni, alcuni proteici ( FSH, LH ) altri di natura steroidea ( estrogeni e progesterone ).

Inoltre è importante che la gravidanza possa giungere al termine evitando fenomeni di assorbimento embrionali tipici nei primi momenti della gravidanza.

Vari agenti o condizioni possono indurre l’animale ad autoprodurre delle sostanze denominate prostaglandine per fenomeni infiammatori dovuti a svariate cause. Queste sostanze favoriscono l’autolisi del corpo luteo annidatosi nell’utero.

Le prostaglandine sono idrossiacidi derivanti dall’acido arachidonico, omega-6 per definizione.

Una dieta apportatrice di omega-3 ( DHA,EPA ) è in grado di ridurre la produzione di prostaglandine e di limitare il processo infiammatorio tramite un’azione diretta ed indiretta.

L’azione diretta si esplica a livello intestinale mediante competizione con gli omega-6 dei siti di assorbimento che sono gli stessi. L’azione indiretta, si ha attraverso l’inibizione che gli omega-3 DHA ed EPA hanno su due enzimi ( ciclossigenasi e lipossigenasi) e quindi sulla produzione di prostaglandine infiammatorie.

Da ricordare che durante periodi di stress produttivo quali sono sottoposti i nostri animali zootecnici, durante le vaccinazione gli stessi non sono in grado di allungare l’acido linolenico ( C 18:3 ) in DHA, EPA gli unici acidi grassi polinsaturi con questa capacità antinfiammatoria.

In definitiva gli acidi grassi omega-3 DHA ed EPA sono in grado di incrementare le dimensioni del follicolo, favorendone la produzione di estrogeni e quindi i segnali di calore; favoriscono l’annidamento ed il mantenimento dell’embrione nell’utero contrastando l’azione delle prostaglandine sostanze che favoriscono l’assorbimento dell’embrione.



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