ACTPSP 2000

Gli stati febbrili od influenzali, per lo piu’ riconducibili ad infezioni virali, sono la norma durante la stagione fredda nei nostri allevamenti zootecnici.
A partire da novembre, fino a marzo-aprile, la possibilità di incorrere in questa semplice ma costosa malattia è frequente.
Gli animali, in parte immunodepressi per il notevole sfruttamento, sono facilmente attaccabili dai virus.

Uno stato febbrile, dura 3-4 giorni per ogni animale ma, dato l’alta concentrazione e la vicinanza con i propri simili il propagarsi della sintomatologia puo’ durare anche piu’ di un mese.

Nella pratica quotidiana, è ben difficile registrare un fenomeno altamente acuto per cui la patologia colpisce in pochi giorni tutta la mandria. E’ difatti accertato che l’indagine di una sintomatologia febbrile è alquanto difficile proprio per il protrarsi nel tempo della patologia per cui solo parzialmente puo’ essere verificato in stalla una riduzione dell’ingestione e quindi della produzione di latte. Piu’ facile è trovare negli spazi comuni macchie di sangue dovute ad ulcere duodenali tipiche di stati febbrili in atto.

Per ovviare a cio’ le bovine non possono essere sottoposte a trattamento con antibiotici, con sulfamidici od antipiretici pena la perdita della produzione. Si possono effettuare solo trattamenti singoli e non di massa con perdita del latte dei soggetti trattati.

Per evitare il contagio totale della mandria, è possibile trattare la stessa con estratti vegetali aventi funzione di riduzione dei sintomi degli stati influenzali ed evitare il prolungarsi od il ricadere della problematica in stalla.



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